Il carciofo romanesco, il Re dell’orto!

Tondo, compatto, con un caratteristico foro sull’apice, ha le foglie verdi e viola, il cuore all’interno è morbido e tenero mentre il sapore è dolce e gradevole. Di chi stiamo parlando? Del Re dell’orto: il carciofo romanesco!

Questo meraviglioso ortaggio rappresenta tutto il sapore della Primavera romana. Ha origini antiche e qualità che forse alcuni di voi non conoscono. Questo articolo è dedicato al carciofo romanesco quindi, se ne andate ghiotti, vi consigliamo di leggerlo fino alla fine… vi aspetta una sorpresa!

Il carciofo romanesco: le origini e le proprietà

Il carciofo romanesco

Già nel IV secolo a.C. importanti popolazioni come gli arabi, gli egizi e gli antichi greci coltivavano il carciofo, il cui nome comune era Karshuf, e lo utilizzavano in ambito culinario ma anche medico. I carciofi infatti hanno tante proprietà terapeutiche confermate anche da studi farmacologici recenti. Ricco di Sali minerali, vitamine e fibre non dovrebbe mai mancare – quando la stagione consente di trovarlo – nelle diete sane ed equilibrate: stimola la diuresi, regola l’ipertensione grazie alla presenza della colesterina e regola anche l’appetito.

Il nome scientifico è Cynara Scolymus e la leggenda narra che fu così chiamato in onore della sfortunata fanciulla che, respinte le avances di Giove, fu trasformata in una pianta spinosa. Il carciofo ha avuto nel tempo un’importante diffusione che lo ha reso l’ortaggio tipico di specifiche zone. Ne è un esempio il famoso Cimarolo, altrimenti detto Mammola, ovvero il carciofo romanesco coltivato lungo il litorale laziale, a circa 40 km da Roma. Le sue peculiarità sono legate alle particolari proprietà del terreno che, in queste zone, è molto ricco.

Il carciofo romanesco è stato il primo prodotto italiano a essere tutelato a livello europeo grazie al marchio IGP. Ciò che lo contraddistinguono dalle altre varietà sono: le dimensioni maggiori, la presenza di sodio, fosforo, calcio e una varietà di vitamine. Il periodo della raccolta va da marzo a fine aprile. Essendo molto apprezzato, ormai il seme del carciofo romanesco laziale è stato trapiantato anche in altre zone italiane, specialmente nel centro sud, aumentandone quindi le varietà.

Il carciofo romanesco: il protagonista

Marilyn Monroe madrina del carciofo!

Incoronato Re dell’orto da tutti i suoi fans, il carciofo romanesco è il vero protagonista delle scene. Non ci credete?

È l’unico ortaggio a vantare una madrina d’eccezione: Marilyn Monroe, nel 1949, fu la reginetta del Festival che si tiene ogni anno a Castroville, in California e il famoso poeta Pablo Neruda gli ha dedicato un’ode intera negli anni ’50!

La cucina della tradizione è ricca di tantissime ricette e preparazioni. Dagli antipasti, passando per le portate principali, fino ai dessert e ancora ai digestivi! Il sapore e la bontà del carciofo è versatile e sempre apprezzato.

Nell’hinterland romano – Ladispoli, Cerveteri e Sezze – ogni anno viene organizzata la Sagra del Carciofo di Roma, in cui cuochi e ristoratori propongono un menu ricco a base di carciofi. Aspettando il prossimo anno, nella speranza di poter partecipare nuovamente a questa manifestazione, vi lasciamo con la ricetta per eccellenza dei Carciofi alla Romana: buon appetito!

Carciofi alla Romana

Carciofi alla romana

Ingredienti

Carciofo romanesco

Limone non trattato

Olio EVO

Aglio

Prezzemolo

Mentuccia

Sale

Acqua

Procedimento

  1. Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e scure. Pelate i gambi eliminando la parte verde scura e più filamentosa. Tagliate la punta del carciofo;
  2. Immergete i carciofi in una ciotola con acqua e limone per non farli scurire;
  3. Lavate il prezzemolo, la mentuccia e uniteli agli altri ingredienti: aglio tritato, un pizzico di sale, due cucchiai di olio e del pepe qb;
  4. Togliete i carciofi dall’acqua, asciugateli e farcite l’interno con il condimento appena descritto;
  5. Disponete i carciofi ripieni a testa in giù all’interno di un tegame dai bordi alti e stretti, l’uno vicino l’altro e aggiungete l’acqua salata fino a ricoprire metà della testa dei carciofi;
  6. Lasciate cuore a fuoco moderato con il coperchio per circa 25 minuti, controllando la tenerezza dei carciofi;
  7. Ottimi se serviti caldi ma ugualmente buoni se gustati tiepidi!

Curiosi di provare a cucinarli a casa vostra? Fateci sapere come verranno!

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